In galera sarei libera!

 

L’altro giorno ho disegnato questa vignetta.

Può sembrare ironica, [e ovviamente lo è], ma nasconde comunque una verità.

Non è la prima volta che penso a quanto sarebbe bello essere in carcere (per indicare qualcosa che sconvolge la vita) per non dover più fare alcune cose o poter essere “libera”.

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Ogni volta che ho questi pensieri sai come mi sento?

STUPIDA.

INGRATA.

MAI CONTENTA.

Mi sento così perchè in realtà ho davanti a me la completa possibilità di scelta e la gabbia in cui spesso mi sento me la creo ogni giorno da sola.

La mia vita non è come quella descritta dalla vignetta, ho scelto di potermi organizzare per conto mio e dovermi un po’ reinventare tutti i giorni, a scapito (forse) di meno sicurezza e più instabilità, fosse anche solo di organizzazione quotidiana. È una situazione che non cambierei e una scelta di cui non mi pento assolutamente!

Ma anche io ho delle cose da fare che detesto. E che non elimino per qualche ragione legata alla paura e all’insicurezza e al fatto che rimanere in una zona di comfort alla fine fa comodo. Ma a che prezzo?

Nessuno mi obbliga (e  neppure mi ha obbligata) a fare cose che non voglio fare.

Perchè mi sento bloccata in una palude?

Sono davvero bloccata o ho soltanto paura?

Davvero se cambiassi alcune cose sarei più felice e soddisfatta? O la cosa fondamentale da cambiare è l’approccio? Il modo in cui guardo il mondo, la mia vita e le cose che mi accadono? Dovrei indossare degli occhiali rosa?

Il desiderio che si può tirar fuori dalla vignetta è chiaro, ed è anche molto codardo.

VI PREGO, QUALCUNO/QUALCOSA MI VENGA A SALVARE E TIRARE FUORI DA QUI! MI INDICHI LA VIA E MI DICA COSA FARE PER ESSERE FELICE E SODDISFATTA.

Ti piacerebbe! Ecco, ti svelo un segreto. Non funziona così!

Purtroppo (o per fortuna) ogni giorno si deve trovare la motivazione e la “via” dentro di sè. Nessuno può dirci cosa fare o dove andare. O meglio, moltissimi in realtà ce lo dicono, ma davvero vogliamo mettere la nostra vita nelle mani di qualcun altro?

Io di certo non lo voglio.

La paura sarà sempre con me (come è con tutti) ma ad un certo punto forse si può anche provare a volare.