Problem solving e creatività – Sei cappelli per pensare

La maggior parte dei lavori ha come fine ultimo trovare una soluzione ad un problema.

Per questa ragione sono necessarie capacità di problem solving ed è necessario, per evitare di perdersi nei meandri nelle infinite possibilità e soluzioni, avere uno schema ben preciso.

Edward de Bono ha dato un contributo sostanziale all’analisi del pensiero creativo ed è l’inventore del pensiero laterale.

De Bono afferma che, se si affronta un problema con il metodo razionale del pensiero, si ottengono risultati corretti, ma limitati dalla rigidità dei modelli logici tradizionali. Quando si richiede invece una soluzione veramente diversa e innovativa, che contribuisca cioè ad un reale passo evolutivo rispetto alle condizioni preesistenti, si deve stravolgere il ragionamento, partire dal punto più lontano possibile, ribaltare i dati, mescolare le ipotesi, negare certe sicurezze e addirittura affidarsi ad associazioni di idee del tutto casuali. Si deve perciò abbandonare il pensiero verticale, cioè quello basato sulle deduzioni logiche, per entrare nella lateralità del pensiero creativo. (Wikipedia)

Dato che quello a cui ambisco io, e ambisci di certo tu e con noi tutti i creativi del mondo, è dare soluzioni veramente diverse ed innovative è bene scoprire qualcosa di più sul pensiero laterale, sul problem solving e sulle modalità di ragionamento.

Siamo abitudinari per natura. Spesso seguiamo uno schema fissi e li ripetiamo.

Questo è di certo positivo in alcune situazioni ma non lo è in quei casi in cui è necessario dare soluzioni fresche, nuove, innovative. Soluzioni che facciano divertire, sorridere, ispirare e attivare la mente delle persone (e convincerli che siamo noi le persone giuste per risolvere il problema, e non un altro!).

Presto vi vorrei parlare delle fasi di un lavoro creativo ma in questo post voglio presentarvi uno degli strumenti più famosi e conosciuti di De Bono

I sei cappelli per pensare.

In pratica, invece di coprire contemporaneamente tutti gli aspetti del pensiero (logica informazioni, impressioni e creatività) possiamo scomporre il nostro modo di ragionare, affrontando un aspetto alla volta.

Complesso? Assolutamente no! Basta ricordarsi un paio di cose:

I sei cappelli:

Bianco – Purezza. Informazioni e dati di fatto

Verde – natura, crescita. Esplorare e generare idee senza censure

Giallo – Solarità, ottimismo. Punti di forza e benefici di ogni opzione

Nero – Vedere tutto nero, pessimismo. Punti deboli e rischi di ciascuna opzione

Blu – Controllo, freddezza, direttore d’orchestra! Visione d’insieme dello stato del lavoro e focus sul processo con visione generale e “dall’alto”

Rosso – Passione, emozione, “di pancia”. Punti di vista nati da intuito e emozioni, privi di una logica predefinita.

 

 

Mettersi “il cappello per pensare” è utile in quanto:

  • Permette di aprire la mente e interpretare ruoli che ci permettono di guardare il problema da una diversa prospettiva, liberandoci dagli schemi fissi e dalle definizioni.
  • Permette di occuparsi di un aspetto per volta, separando emozioni, aspetti logici, informazioni, desideri e creatività., senza dover giustificare nulla.

Ovviamente non esaurisce, come dice nel suo trattato l’autore, tutte le sfaccettature del pensiero. È un artificio, uno strumento che serve per frammentare il ragionamento ed evitare di perdersi nel brainstorming o nei dettagli inutili.

Usando i cappelli per pensare, mi diverto parecchio e riesco tenere a bada ansia e “sovraragionamenti” quando si tratta di analizzare un problema. E soprattutto di esplorarlo in tutti i suoi aspetti, anche quelli che, magari per natura, carattere o perchè sono più complessi da affrontare.

A volte quando “vedo tutto nero” mi dico: togliamo il cappello nero e mettiamo quello giallo o nella fare di brainstorming mi metto il cappello verde. (ebbene sì, lo faccio davvero!)

(Presto una fotina mia con i cappelli come prova!)

Conoscevate De Bono e i suoi Sei cappelli?

Se sì, avete mai usato questa modalità di pensiero/discussione?

Se no, la provate e mi raccontate come va?

 

Per approfondire: Edward De Bono – Sei cappelli per pensare